L’intelligenza si faceva sempre più triste.
sempre più cinica la volontà,
la mente una lavagna con troppe parole scritte
e troppe cancellate, con la spugna indifferente,
e dimenticabile il giorno, il tramonto non ricordava più l’alba,
aumentavano di numero i cacciatori di nuove desolazioni,
la memoria invadeva i decreti del tempo,
e si prudeva in vortici di passato
ci si smemorava -chi ricordava più il progetto,
i piani, i disegni consegnati dentro gli acidi
desossiribonucleici, e il timido cieco tastare
del grumo di materia zampicante dall’onda
sulla roccia (con dentro miliardi di universi
a braccia conserte in attesa che nessuno
aspetti più nessuno)-
l’intelligenza
si faceva sempre più triste, finché
la tristezza cominciò a farsi intelligente…
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_2892

