Nessuno ci dava la nostre morte quotidiana

Nessuno ci dava la nostre morte quotidiana
i bocconi di vita masticata con rancore
da cadaveri indifesi da vivi con vita da morire
– quanti anni hai di morte? io trentottanni e tu?
io già da quarantadue anni e mezzo , chissà
quanti ancora potrò morirne, domani…

i cieli erano alti e unanimi, una giuria lontana,
i profili dei giudici sfilavano impassibili
nell’inaccessibili, nell’ineluttabili dove volete
eravamo assediati dallo spazio e dal tempo,
scrivevamo la storia della polvere e
di coloro che scrivevano la storia
di coloro che scrivevano nella speranza
della formula eventuale, imprevedibile e aspettata

costruivamo la faccia di dio, guance fronti
e bocche innumerevoli occhi di occhi,
il colpevole con cui prendersela, l’imputato da condannare

poi sapemmo – era imprevedibile e aspettata la verità-
iddio
eravamo noi,
e finalmente ci specchiammo:
che fosse lo specchio
nesuno seppe..

Autore: Gianni Toti

Data: 1962

Numero serie: 1962_2912