(Il vento screpolato dalle guance è argilla,
Anche il vento si screpola sopra questo deserto,
Deserto, argilla, paesa)
Fingiti il deserto d’argilla le labbra screpolate del deserto,
anche il vento si sgretola di sabbia, la nuvola è incrinata
dalla terra infelice alla sua ombra, l’acqua delle oasi
irrita il pazzo simun, e le tende disperate lo investono,
i capelli eccitano i lampi, li elettrificando d’ansia.
Questo il deserto che chiama l’immaginazione a visitarlo
il paesaggio desolato che ti invita gli occhi, dove il fuoco
aspetta che lo accenda la tua mano fredda perché
lo intirizzisce il ruscello di gelo che scorre
sotto la tua fronte, la notte ghiaccia delle morte fantasie.
Va dunque, vagabonda per le strade alle quali sei nuovo,
forse qualche arca che salpa ti inviterà, esemplare malinconico
per un mondo possibile, dove la notte ti scruterà cercando
nelle tue mani i segni, l’oroscopo umano, dove forse
in un punto del tempo, farai punto.
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_2874

