Amico mio, tu dici ancora

I
Amico mio, tu dici ancora, a fronte dura, io sono,
e non mi riesce di crederti, perché sei ancora amico mio,
possibile che tu non veda le molteplici acque dei mari
che lambiscono, labbra antichissime, le tue isole?
Non isola, arcipelaghi, episodi, eventi e possibilità,
amico mio, anche tu folla, sciame di volte, strada…

II
Cammini solo, me l’hai scritto, me l’hanno detto, lo so,
e la strada è una sola e una sola la tua ombra.
Amico mio, io ti vedo, noi ti vediamo, andarvene così
popolo di io inquieti, in marcia di trasferimento,
lo vedo il tuo cartello, il manifesto da dimostrazioni,
c’è scritto io, minuscolo per l’orgoglio, e lo porti come una croce,

III
La tua unica possibilità… quella stai dunque vivendo?
E se fosse come tu credi? E se fossi io solo a passarmi
il mio io il tuo io il loro io da una mano all’altra,
e se te ne fossi andato soltanto perché un giorno,
entrò in casa un poeta e portò il suo ordine, che tu
disordine chiamasti, consapevole della scissione? IV
Aspetta, almeno, non puoi aspettarmi? chi ha fretta
di vivere ha fretta di morire, e tu…aspetta, devo dirti
che non possiamo semplificarci così, accettare la morte semplice.
Ho faticato molto, credimi, prima di arrivare a avere
nell’infinita diversificazione, e a lottare, come si dice:
contro il mio io unico, di massa, che mi semplifica

V
Sono nato, io come tu, nella folla di molti io
inquieto tu milioni di fratelli e moltitudini di destini,
ero noi, sarei stato io, sarei tornato a essere noi, dopo,
e avrebebro fatto la media mortale tra la possibilità e l’essere
Com’ero, com eri sovrappopolato, quante genti pullulavano
nella mia nella tua piccola possiilità responsabile!

VI
Ci vuole ancora molto, lo so, prima ceh tu e io
diventiamo l’intera umanità, che ci riconosciamo
nell’immenso cielo degli specchi e degli occhi reciproci,
Per questo non devi tradirmi, amico, mio io numerevole,
la mia verità senza la tua è una stupida menzogna,
troppi io sono sparsi a tutti i venti, raccogliamoci VII
Ma si, amico mio, davvero non può essere così piccola
la tua vita, la mia, da morire così, in questa misera identità
da tessera -ma tu credi davvero al tuo nome?,
e al tuo cognome, al tuo viso nello specchio?
Vieni con me, ritorna da noi, andiamo insieme a largo
dei nostri volti, nel mare delle nostre possibilità senza possibille fine

Autore: Gianni Toti

Data: 1962

Numero serie: 1962_2859