e noi non eravamo altro che il prologo,
poi voi scendeste, alti, del palcoscenico,
con armature pesanti e spade leggere,
recidendo con unghie di pugnali
gole tenere, conviviali agnelli.
il pubblico applaudì , scese la tela
come un tramonto, sul cornaio infame,
e noi contammo i morti , la pianura
immensa sopra il palco era cruenta.
tutta la notte spazzammo – e fui inutile,
il giorno dopo davo una camelia
allegra e l’attore giovane slittava
sul sangue mentre sospirava “amore”
il pubblico applaudì, scese la tela
come un’aurora, sul prato gentile..
e noi contavamo le rose e i sorrisi
preparando una recita privata.
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_2849


