Un giorno riudrò anche le parole più logore,
ne sono certo, e potrò dire e ripetere
cielo e azzurro e fiore e luna e amore
senza ritrovarmene i cadaveri sonori fra le labbra
uccisi dalla ripetizione, sepolti nella tenera bara
semiaperta della bocca che troppo li disse…
La luna non sarà più luna, lo so,
ma il pianeta qui accanto, e gli orari delle partenze
avranno reso la parola luna una parola portuale,
nome di luogo, a 384.000 chilometri soltanto..
E il cielo, chi potrà dire che sarà ancora cielo
la strada la distanza con tutti quei regolamenti
affissi sulle terrazze pensili, in orbita?
E fine amore cuore – coltivazioni rapporti ritmi
differenti ad altezze differenti, così tecnici…
Ma non servirà a nulla distruggere il distruggibile,
io vi riudrò parole vergini come impossibili marie,
in nuovi cieli nuove lune nuovi fiori, il possibile
Credeteni, non mi ripeterò, sto già fabbricando…
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_2827

