Sei tendenzioso, amico, come la speranza
e mi dai a intendere che ogni mattina,
ti erigi il giorno con mattoni di quasi-certezze
e anche la polvere dell’insignificante
imposti nell’edificio, asserendo: è realizzabile,
si, può essere, realmente può essere,
A volte ti credo anch’io, tendenzialmente,
e ti dico che posso farmi reale, moltiplicarmi,
– allora ti aggiusto la cravatta come se
aggiustassi un mattone del tuo edificio quasi-certo,
e accendo fiammiferi bianchi al tuo sigaro di parole,
sembra che ci creiamo l’un l’altro, sembra davvero..
Ma tu sei così antico e così nuovo
che non posso fidarmi, tu guardi troppi gridi,
diffido molto meno del silenzio che aspetto
si dilati tra i rumori – gong perplesso – scrostando
i fiori lebbrosi rampicanti sui muri
delle cose dei giorni costruite nonostante la speranza..
Meglio non dire nulla, non sperare, essere soltanto possibili
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_2833

