Non c’era niente da fare. O almeno nient’altro
che dire questo: non c’è
niente da fare. O almeno:
non più…
fingemmo intelligenza: gli imbecilli ci imitarono
sorridevano con naturalezza,
non so chi cominciò (meglio sarebbe
dire così: continuò)
a raccontarsi cose tutte risibili:
eravamo belli nella nostra parte
recitavamo bene, infatti,
la parte di chi non sa recitare,
e così ripetemmo:
non c’è niente da fare,
oppure, forse:
non c’è niente…
così dichiaravamo
che c’era tutto,
tutto da fare. E l’azione
fu. Io dissi:
non c’è niente da fare. Cosi feci…
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_2817

