Hai troppo sperato, Rimbaud, le tue terribili speranze,
avevano, è vero, i terrori in cui sentirci grandi
e i tempi nuovi già pronti sull’incudine per il dolce martello,
e l’altare di carne su cui sacrificare senza dolore
i vizi della feroce austera libertà di negarci,
… il pensiero saprà perchè questo immenso gregge di mondi
cammina nell’orrore dello spazio, e se forse
vibra di eterni accenti di voci fraterne,
se i cieli si aprono come porte familiari e amiche…
Ma il dubbio ci castiga o ci esalta (Rimbaud ancora)
e l’uomo è triste e laido sotto i cieli troppo vasti cresciuti
forse già ieri, con te giocammo tutti i suoi ruoli,
restava solo quello di concludere, con le epigrafi,
come qui adesso, sperando che non sia vero,
che resistano le tue terribili speranze i tuoi grandi orrori
che l’uomo non sia finito, perchè ancora incompiuto..
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_2781


