Ma dove prendeva il coraggio
di stringere tra le dita una penna
e agitarla su un foglio vergine e violarlo
col pensiero del pensiero?
Io non so,
lo guardo sorridersi, dirsi di si,
confermarsi, darsi un nome e un calendario,
e sotto la luna di una lampada da 25 candele,
inseguire le orbite della solita falena assorta
nel difficile compito di farsi inseguire
dai suoi sguardi annodati da fili di luce
imputriditi attorno ai bottoni,
così
io lo vedo disfarsi come un gomitolo, d’aria,
o la ragnatela delle parole filata
agli angoli della distratta mente
senza attenzione all’attenzione,
fissa al pensiero del pensiero…
Dove prendeva il coraggio,
di dirsi, -non lo so ancora –
forse nella parola, meglio, forse nella parola parola,
ma viveva, e si iscriveva ai partiti,
si batteva con la paura, e qualche volta
trionfava su piccoli orrori
nelle scaramucce, agli avamposti
dei deserti di carta..
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_2727

