Ti parlo dalla porta, ma io sto ancora fuori

Ti parlo dalla porta, ma io sto ancora fuori,
e tu sei appena rientrato, non stai più “in medias rest”.
Grandi furono le illusioni – mi hai detto – e più grandi
le delusioni dell’epoca, troppo erte e irrimwediabili
sulle piane della piccola ignominia quotidiana
le alture delle speranze, da troppo alto
siamo caduti schiantandoci i pensieri sulla fronte,

Stancati dell’attesa, soffrendo la maiuscola della Storia,
resistendo all’interrogativo, piegandolo ad affermare :
chi aveva avuto torto e chi ha ragione
di uccidere sparando sul mucchio,
o di non uccidere tollerando che si uccida,
uccidendo così senza uccidere … ,,

Ti parlo dalla porta, ma da fuori, impedendoti di chiudere:
felice di sentirti parlare ancora, con veemenza e dolore,
delle grandi delusioni, perché solo può essere deluso
e restare deluso e deludersi ancora -, sempre.forse ,-
chi nutre pazientemente illusioni senza misura,
Se guardi e più che grandi sono le nostre delusioni
e soffriamo maiuscole esclamativi grossi titoli
come se ce li scrivessero sull’anima,
vuol dire amico mio, non è possibile
che l’uomo si arrenda, neppure a se stesso.
I contenti, lo sai, non li delude nessuno
(perché non si sono mai illusi .. )
perché nessuno li ha illusi, perché i contenti “si contentano”

Autore: Gianni Toti

Data: 1962

Numero serie: 1962_2718