Il silenzio colava come sangue
dalla ferita aperta della bocca, ma
rimarginata la pagina, e chiusa
la ferita , il silenzio
colava chissà da dove
ci guardavamo, stringendoci la mano
con forza, come fanno i vecchi amici,
ma avevamo solo il nome di allora, l’identità
scritta nella memoria, niente altro,
parlavamo linguaggi differenti,
dicevamo “che mondo! tiro avanti,
sai com’é, si lavora e si fatica “
“e la rima si fa più difficile”
“ho bisogno di un piccolo schermo
dove gli altri proiettano
la mia fantasia esaurita”
“fatti vedere, allora, telefoniamoci”
e il silenzio colava sul marciapiede
come un’ombra dai muri, sangue del tempo:
lo calpesterai con scarpe feroci
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_2697


