Non sono le stesse mattine per tutti, lo sai

Non sono le stesse mattine per tutti, lo sai
le nostre non erano le stesse degli altri, ricordi?
E le sere. E le notti.. ma adesso, ridi,
sono le stesse, riconoscibili, scambiabili, come niente,
La gente lo sente, lo sa anzi, avrai notato che si salutano
solo coloro che vivono lo stesso giorno? Con un sorriso
di povera intesa, coraggiose della propria rassegnazione,
Notiamo tutto, adesso, notiamo anche coloro
che non salutano nessuno, che nutrono sorrisi
solo per i loro occhi legati come due specchi,
Li notiamo perché sappiamo come erano diverse
quelle mattine, quelle sere, quelle notti
in cui il mondo era giovane d’amore, nuovo, fresco
rinnovato, lavato, pulito, innocente, onesto e vero,
egoisticamente vero, con le sue ore appena sfornate,
con lo scintillio dei secondi che si incontravano negli orologi
impazziti, elastici, che si contraevano e dilatavano,
il tempo, ricordi, come un cerchio sempre in giro
attorno a un centro allegro, irrimediabile come centro
l’orbita uguale che non si sarebbe mai potuta spostare
in altri spazi, senza pericolose tangenti sulle nostre fronti
Tu lo sei. Per questo hai notato che io ho notato
che mi saluti come gli altri, riconoscendo un giorno
che non è più solo mio solo tuo ma di tutti.
Oh! quel sorriso di povera intesa coraggiosa! Sembra un treno
di vecchie lontananze che corra sulle tue labbra e forse
è perché questo non lo abbiamo capito ancora:
quel treno è nostro e potremmoprenderlo ancora…

Ma se salissero anche gli altri? Buon giorno, cara amica..

Autore: Gianni Toti

Data: 1961

Numero serie: 1961_1632