Tenacemente reale

Tenacemente reale, il morido lambisce
la riva solitaria di questa stanza-fortezza
con un esercito di piccole onde sonore:
i bambini all’assalto, le donne nelle retrovie dei negozi,
le motociclette arrabbiate, gli sportelli perentori,
canzoni e ritmi che contorciono e illanguidiscono
e incidono nel tuo cervello, senza che te ne accorga,
piccoli dischi inesistenti che cacciano la buona musica
dalla tua stanca memoria come la moneta cattiva
scaccia la buona sul mercato, per legge di bronzo.

tenacemente reale, appena emerso
dal gorgo della follia, non ancora saggio, ancora demente,
non troppo, certo, ma a volte così nuovo
da far dubitare del passato e della sua lezione,
questo giovane mondo, che non ridorda quasi più
le vecchie canzoni e i già sperimentati dolori
della recente apocalisse, mi sfiora, mi urta passando,
e chiede scusa, cortese ma solo formale

e qui io mi chiedo se non debba tornare a scrivertelo
io e tutti i miei compagni come una volta,

ma forse è necessario morire,
morire di più,
per vivere…

Autore: Gianni Toti

Data: 1961

Numero serie: 1961_2643