Nella fossa comune dei ricordi
fermentano i miei morti, non sono più pochi
come quando morì il primo compagno di scuola
e pensai che avevo visto morire fino allora
soltanto un vecchio, una volta, in un paesino d’Abruzzo.
(senza saperlo mi arrampico
sulle montagne del tempo)
adesso nuoto in oceani di versi brevi e lunghi
e spingo imprevisti tentacoli nelle dimensioni sconosciute
della fantascienza e della magia quotidiana,
tentando i segni, gli auspici, i trasalimenti
del mondo spaventato al punto da proibirsi di spaventarsi
di fronte al rischio del fallimento totale.
Segni strani: tra amici, scherzando, ci chiediamo
se siamo tutti ancora “dei nostri”, se non siamo passati
nell’internazionale dei pederasti a poetare sugli angeli
o se ci siamo affilati ai miti dell’anti-mito,
alla negazione della negazione…
ma forse
sono segni innocenti, questi, non succederà nulla,
esploderanno solo i fuochi dei segnali
in queste ultime notti degli anni
Autore: Gianni Toti
Data: 1961
Numero serie: 1961_2640

