La cucina era assorta
nella sua inquieta memoria
di fumo e di odori.
entrai, col rispetto dovuto
per le mele serissime, arrossite come guance,
e gli allegrissimi mandarini, sulla mensola,
gironzolai tra coltelli
assetati di ferite e incisioni
in polpe quasi morte quasi vive,
indugiai tra forchette
indispettite dall’assenza di buchi
e cucchiai spalancati, da chiudere.
Forme, soltanto forme
incomprensibili, nella solitudine,
alfabeto inerte
Me ne andai, tirandomi dietro
la porta, cautamente:
e la cucina respirò i suoi odori
quietamente, come scritto..
Autore: Gianni Toti
Data: 1961
Numero serie: 1961_2617

