Aveva montagne di vita nei magazzini,
appennini, acrocori, catene, cordigliere
di vita ancora da spargere, come pazza vemente
e aveva abissi di morte, nelle riserve,
sotterranei, sottomarini, labirintici,
di morte appena usata ancora da usare nel tempo..
Con mani immense sparpagliava assorto
rocce e vuoti, cose e anticose, senza misura,
sperando di contare un resto, alla fine
come noi, che aspettiamo, di essere quel resto
alla fine dei tempi senza fine,
e che il resto non sia silenzio..
Autore: Gianni Toti
Data: 1961
Numero serie: 1961_2618

