Balconate, laggioni, alti palchetti….
carezze di velluto, care costano
perchè lì dalle natiche al cervello
un circuito fantastico s’innesti,
chi poteva pagarle? e allora andavi
al tuo teatro privato, all’aperto:
balconate di nuvole, loggioni nel vento,
palchetti sopra spazi di passaggio,
così lontano il vecchio palcoscenico
dell’immaginazione; a occhi chiusi
tiravi tu quelle tue cartine azzurre,
poi con passo sicuro entravi dentro
la sfera di cristallo, ci parlavi
di una storia futura, tutta da scrivere,
con mondi mori, rinnovate stirpi,
di essere strani con mani pensanti
e monete di tempo da scambiare…
Balconate, laggioni , alti palchetti:
bastava un nulla, e ne ridiscendevi,
dietro il volto spietato che ha la “maschera”
del teatro rale, nelle strade..
le cartine tiravi, il teatro chiudevi:
da quanto tempo non lo riapri più?
Autore: Gianni Toti
Data: 1961
Numero serie: 1961_2550

