Le parole muoiono. Si aprono sepolcri
per le parole antiche, troppo consumate..
Civiltà, libertà, tempo, lavoro..
Le seppellirò anch’io, spalanco la polvere
con dita di carta, faccio posto
qui, nel ventricolo più caldo e oscuro
Sono contento della vostra morte: è bene
che lo sappiate, parole diminuite dalla pronuncia,
quando vi dicevo, non c’eravate ancora…
Adesso non vi dico più, ma ormai
non c’è più bisogno delle iniziali di impazienza
per ricercarvi nei vocabolari intirizziti.
Non vi cita più nessuno, quasi
dimenticate persiono delle tipografie.
Civiltà, libertà, tempo, lavoro …
..e aggiungo amore, la parola ultima,
quasi più non significa nulla:
l’amore è, non ha più bisogno di chiamarsi…
Ojalà!
Autore: Gianni Toti
Data: 1961
Numero serie: 1961_2518

