Amava la demenza come la saggezza,
odiava la speranza e l’eterno progresso,
audacemente tornava nel buio
del ventre e dello scroto, percorrendo
labirinti di vene e di anni,
ricercando il suo nome mascherato
dalla sua identità scritta nel tempo.
Scese e sali gradini e scale d’ignoro,
nel fondo degli abissi si aprivano altri abissi,
nel labirinto la strada più breve era la più lunga,
razioanle demenza!, e l’angoscia era utile
per misurare, tentare di misurare, l’immisurabile
La demenza, il pugnale della ragione,
amava la menzogna, la sola verità…
Morì così, demendo e ragionando,
e a voi non resta che partire,
ancora e sempre, qui e adesso
Autore: Gianni Toti
Data: 1961
Numero serie: 1961_2408

