Non era che un progetto di spazio,
una superficie immeritevole di scorrimento,
una contingenza senza polarità nei riflessi,
Sciami di corpuscoli geminanti nel vuoto,
una rete posta di estroversioni dinamiche,
solo questo: macerazione e nutrimento terrestre
Eppure non restò più che il groviglio:
siepi, viticei, erbosi intrighi esterni,
il paesaggio interiore scomparve, proiettato fuori.
Soltanto il panorama onirico sopravvisse,
e la frangia oscura delle cose prementi:
il naufragio dello spazio in un minuscolo nulla
Nel fondo del mare si macerarno i delitti:
sensi comuni visivi e sonori e tattili,
e il profilo aneddotico del tempo
Una folla precaria instabile e irrequieta
continuò però a muoversi sullo sfondo
con braccia-segmenti gambe-viticci e parole:
Parole razionalmente e relazionalmente dementi
Autore: Gianni Toti
Data: 1961
Numero serie: 1961_2367

