En così remota dietro il fumo,
la distanza cresceva a ogni secondo,
e più t’allontanavi, ero vicino
alle prensili mani irrigidite
sul bracciolo (o fu sulla spalliera
del letto innummerevole?)
– ripeto :
sul bracciolo geloso della stretta
ultima, appena accennata sul gomito
disteso obliquamente a far confine
tra la poltrona e me su quel tappeto
illusorio (finzione di abbandoni)
Ora dissipo il fumo, è fatto limpido
il ricordo, tu sei quasi vicina,
ma io m’allontano, non so più chi sei,
sei remota, sei fumo, sei distanza,
un gioco, lineamenti, sei un progetto
impossibile a un architetto umano,
a un teraturgo povero d’immagini
che soffre di parole, con tubercoli
di sintagmi nel petto consumato…
Autore: Gianni Toti
Data: 1961
Numero serie: 1961_2294

