Uno se ne sta solo, a casa, a raccontarsi,
e a un certo punto il fondo del corridoio
comincia a inquietare lo specchio della stanza
con irrecuperabili colori, immagini irrinunciabili
Uno se ne sta solo, a casa, a “sentire” il tempo,
e di colpo avverte che il mondo è stato creato
solo un minuto fa, e che si “ricorda” il futuro,
e che si illude di esistere da sempre..
Allora il tempo sembra davvero già finito
uno specchio davanti al letto, uno dietro le spalle,
le parenti del tempo scivolano a est e a ovest
ecco, forse sono nato un mai fa…
Ma poi lo specchio si chiude, e le immagini scattano,
il meccanismo ricomincia a girare, sornionamente,
fuori dalla finestra emergono i soliti ancori di speranza
sollevati con immense patetiche dichiarazioni, dolci parenesi
E ricominciamo a scalare le inaccessibili alpi della speranza
(e quelle inaccesibili si illudono ancora
di essere scalate, un giorno, da noi
fu che cominciammo a saltare sulle nostre spalle
Autore: Gianni Toti
Data: 1961
Numero serie: 1961_2279

