Voi mi scoprite/oscuro a volte, non decifrate
che cosa ho detto, che cosa ho detto, di aver visto
ma voi dovete comprendere che ascoltate,
io vengo dalla notte, ho viaggiato nel buio
e del buio vi parlo, della notte
macchiato di oscurità, tutto scritto
dalle penne nere dell’ignoto.
A volte, voi sapete, porto un carico di luce,
poca, certo, perchè ce n’è poca nella notte,
e qualche volta solo qualche metro oscuro, le braccia tese,
e lo scandaglio, la sonda dell’immaginazione
necessaria per catturare il reale, e dunque:
Fate un poco d’onore, qualche volta,
al timido esploratore, celebrate con lui
l’orgoglio del tempo, la fierezza della scala
su cui stiamo salendo, gli incerti gradini
Non cederemo a nessuno, riconoscetelo,
il nostro posto del tempo, il nome dell’epoca
Stiamo scrivendo qualcosa: agli altri toccherà soltanto
leggere le nostre sillabe umane, e ripeterle…
Voi ci illuminerete, discendenti,
con la vostra luce di fosforo…
Autore: Gianni Toti
Data: 1961
Numero serie: 1961_2259

