In un’ombra di zucchero

In un’ombra di zucchero, i caffé
aprono quieti orizzonti di nichel:
entra e siediti, fino a quando il tempo
non dirà all’orologio della piazza
di avvertire le comunali scope
che spazzino le macchine della notte
dagli angoli degli occhi e delle case:
allora resta ancora un poco qui,
vedrai la notte fuggirsene via
nella lampada viola sulla tazza
del tuo caffé corretto che sbagliava
a scacciare quei tuoi insistenti sogni,
Potrai sognarli allora, vigilato
dalla bestia metallica in silenzio
accovacciata sul banco d’argento
Sogni notturni sognati nell’alba:
vedrai, di loro non ti lagnerai,
sono in ritardo soltanto sul tempo,
posticipati e forse dovrai correre
anticipandoli di una realtà, gli altri anticipandoli
quindi, svegliato di una notte e un giorno,
vivere acutamente, disperando
di distinguere, fra le fenditure del tempo,
dov’è fuggito il retto dell’ansia…

Autore: Gianni Toti

Data: 1961

Numero serie: 1961_2234