Conoscevo un tale che voleva essere un poeta tellurico

Conoscevo un tale che voleva essere un poeta tellurico
un altro che voleva essere un poeta minerale
e vegetale il terzo e così via molti altri
che bravi sacerdoti di riti immemorabili erano
– e forse sono ancora – quanti vulcani, fiumi, foreste
e pianure e deserti e rocce si mescolavano
ai loro verbi serpentini ai loro aggettivi sontuosi!
Alla celebrazione della messa terrestre
erano tutti presenti, tutti al centro del pianeta.

Adesso conosco un tale che vuol essere poeta cosmico
un altro che vuol essere poeta metaforico,
polimaterico il terzo, informalmente effimeri molti altri.
E sono bravi sacerdoti anche questi, professori in/stupori
per atomi e neutroni, orbite e grandi vuoti.

Cantavano ai margini del canto, come cantano
adesso dei bravi dell’abisso, lontani, ben lontani
dai bravi dell’abisso (quelli che ne cantarono
con diritto e ragione non stanno più ai bravi,
dell’abisso, naturalmente) con sonde lunghissime
e metafore cosmiche e immagini intrecciate
d’insondabili corde. E domani?

Domani conoscerò un poeta che vuole essere
semplicemente….
dell’abisso (

Autore: Gianni Toti

Data: 1961

Numero serie: 1961_2256