L’uomo si ferma : eserciti di case
con le finestre in testa e le persiane
sventolanti, le porte spalalicate
più di bocche d’amore, le –
suudate con le rondini sul filo
della laura ricarva contro il vento
muovono contro lo spazio manico,
Agli avamposti le periferie
sorvegliano i degenti è le imboscate
dei campi divorati da feroci.
salamandre d’invida e solitudine,
la città mania alle dli la cavalleria
dei quartieri leggeri di baracche
nomadi come uccelli, di coni è sola
ervice la città stanotte, quando
l’uomo riprende a amannare verso
la casa che si muove dentro i sogni
dei suoi : alt! si fermano gli eserciti
delle case, lo spazio stringe sotto
i fianchi alti di pietra con le verdi
muffe del tempo nous si se du ha vinto
lo scontro, quando tu ti sei fermato
qui all’angolo ascendenti un fiammifero
a dare fuoco al buio, alla tua miccia
di carta bianca, lunga come un dito
Como d’erba e di pietra, cittadino.
Autore: Gianni Toti
Data: 1961
Numero serie: 1961_2138

