Ma noi epigoni? Non di antenati, non di genitori epigoni,
di noi stessi epigoni, realisti delle immagini,
viventi “In medias res” qui, al centro della mischia,
credendo solo in questa presenza, già scrutando tutto,
il buio, il pantano, il futuro che arriva come un passato.
Noi epigonoi di noi stessi, che marciamo
sulla nostra anima, a ritroso, verso il centro della terra
quando anche il pianeta si muta in vascello di spazi
e lascia la sua orbita per i grandi vuoti,
non epigoni, contraddizione di noi stessi,
che ci siamo svegliati insieme al mondo, un giorno,
e insieme al mondo ci siamo addormentati, una notte,
-Quale lungo saluto al nostro viaggio da qui a qui,
com’è morta la morte, com’è viva la vita!
I cadaveri dei secoli sono al lavoro, lo sappiamo, dal tempo,
per fabbricare le nuove creature, e seminare ancora gli antichi
oscuri fiori dello spasimo in tenere nuove carni-
noi epigoni, abbiamo vestito di regole la nostra vita
prima nuda e impudicamente erotica, e in silenzio
aspettiamo la morte della morte
Autore: Gianni Toti
Data: 1961
Numero serie: 1961_1855

