Devi essere proprio solo, con tutta la soloitudine
del mondo concentrata sul tuo occhio,
e il silenzio come la redine nel pugno
stretta per i cavalli dell’attenzione.
Dormano i tuoi dentro profondi abissi
di smarrimenti e di stanchezze, abbracciati
ai loro sogni migliori, al compenso dell’abitudine
per questo o quel desiderio avvilito,
anche le cose stanche dell’attesa
di capirsi e incontrarsi, e che la sedia non scricchioli
né la penna né i denti ti si chiudano
sulla lingua con rumore di baci troppo profondi,
che tutto sia attesa e attenzione. Allora
vedrai decenni e secoli a consiglio,
e il tempo che confessa le sue ragioni,
e giustifica gli anni che si sono smarriti
nelle pieghe dello spazio, le strade perdute
nell’intrico delle epoche. Ascolta:
si fa puerile il mondo- è troppo vecchio
e troppo giovane- ora deve morire, lo sapete,
e il millennio invece, sogna ancora un futuro
vi dirò cosa fare.. e in quel momento
un vecchio legno sospira, la penna
si impunta sulla pagina come un cavallo imbizzarrito,
le redini del silenzio mi sfuggono di mano,
l’occhio si popola di curiosi fantasmi e io
non saprò mai cosa farà di noi
il tempo, e cercherò le sue ragioni
come sempre qui sopra, nel deserto…
Autore: Gianni Toti
Data: 1961
Numero serie: 1961_1858

