Quando il più nero cinismo sta per sedurmi
definitivamente, e possedermi
più di quanto mai donna possa esser posseduta,
io mi metto in ascolto, salgo sopra di me,
in vedetta sulla coffa del pensiero più verticale,
e allora, quando la spina azzurra del cervello
che i medici miei amici hanno scoperto, lo sai,
dentro la mia anima pensante subcosciente,
mi punge come un ago, io so di flotte
che trasferiscono vele da un vento all’altro,
di immense nuvole nere, creature infinite
senza dimensione possibile, e che mi comprendono,
e sento la trazione da laggiù a laggiù, qui in mezzo,
la volontà del mondo, e dico si,
e dico si perché è la volontà del mondo,
e io non credo a quell’altro, all’aldilà,
e il mio al di qua è tutto e il tutto vuole
andare dove si gonfiano le vele
della memoria e del presaggio…
niente è predestinato, niente è scritto, si capisce,
ma ancora, non abbiamo creato il mito che sognavamo:
più bello sarà, più alto, più lo perfezioneremo,
io temo di fermarmi e di crearlo: più in là
sarebbe stato più bello e più alto e allora,
io capisco la volontà del mondo, e dico si, dico si…
Autore: Gianni Toti
Data: 1961
Numero serie: 1961_2158

