“Non morirò senza avere capito”

“Non morirò senza avere capito”
-un mio amico, ora morto, lo diceva
e io lo ripeto: “no, non morirò
senza avere capito”- spero d’essere
di lui più fortunato che morì
senza avere capito. Non c’è scopo
poi, nel morire dopo aver capito?
La mia nascita non fu inevitabile,
Forse insignificante: non c’è nulla
che significhi, forse, e si traduca
nel suo significato, tutto è,
solo sé stesso, come io e tu,
è il caso, la fortuna, il grande caos.
Pure, tutto marciò verso di me,
in direzione di me, verso l’uomo
che scrive adesso, qui, su questa pagina,
alta organizzazione di materia
interrogante, energia nei vortici
dal tempo addolorato di non essere
che vuoto e spazio e di essere morto
chissà dove, in un punto dove quiete
eterna e incoscienza della quiete.
Eppure so che io tengo insieme gli astri
con la totalità dei desideri,
con la totalità delle rinunce
forzate, il segno meno e il segno più,
Un giorno darò un senso anche al non-senso,
fabricheremo valori anche nel nulla..

Autore: Gianni Toti

Data: 1961

Numero serie: 1961_2159