non è neppure triste, ama il dolore

non è neppure triste, ama il dolore,
come il suo nome, il testimone muto
della sua vita, è tenera e feroce,
cura i luoghi comuni della vita
come risposte per le sue domande,
donna un po’ “mossa”, un po’ “televisiva”…
ha sofferto, ha amato, ha gioito
forse anche un poco, come forse adesso
quassù lungo le spiagge alte del Balaton,
dicendo sempre: “è bello”, “oh, cosm’è bello…”
dicendo delle gru: “saranno buone
da mangiare”, (?) le rosse
penne scriventi sopra Fenekputzka,
parole misteriose che cancellano
quando il dito del vento fra le canne
salutato le ali strette al busto
come candide gonne… ma è così
facile, prevedibile, umanissima,
questa donna felice di dolore:
forse è mia madre, o forse la vostra,
io non so, capisco e non capisco,
per lui è chiaro questo mondo oscuro,
l’è scuro tutto ciò che per me è chiaro
ed è ignorante della sua saggezza,
della felicità del suo soffrire…

Autore: Gianni Toti

Data: 1961

Numero serie: 1961_2195