Avrei voluto scriverti, vecchio amico mio,
cioè scrivertelo subito, non scriverti soltanto,
che il nostro Berto se ne è andato, ieri sera.
Aveva lavorato fino alle 9 dalle 8 della mattina
senza tornare a casa, seduto al suo lungo tavolo di segretario,
emblema fisso della redazione del giornale, stemma vivente,
poi si era sprofondato nella sua culla adulta
davanti al piccolo specchio delle fantasie obbligate
senza guardarci dentro, senza cercarsi nulla,
solo uno spazio dove posare le palpebre
per non vedere
Non disse nulla andandosene, si piegò su una spalla,
la sinistra, quella più alta, abbassandola
al livello dell’altra… Erano le 10, appena, o giù di lì
La moglie e la figlia videro ancora un po’
scivolare quei morti astratti sul piccolo schermo
prima di vedere anche lui, scivolato a metà strada, immobile
davanti alla frontiera televisiva, sbarrata
Adesso diciamo tutti che era bravo, discreto, gentile,
ed è la verità, una perla d’uomo
nelle valve di uomini discreti e indifferenti, amici e compagni
E’ andato via e tutti si domandano, adesso,
perché sia venuto quaggiù, tra noi, per quarantatre anni
andandosene così, in quieto silenzio, con naturalezza
anticipandosi.
Solo noi ricordiamo, vero? per questo ti scrivo,
come gli facevano male al cuore i distributori di benzina,
i mostri gialli e verdi a ogni angolo di strada,
che imbruttivano gli occhi degli uomini che casualmente
non riuscivano a difendersi lo sguardo dall’orrore
come lui, ieri sera davanti ai nostri vittoriosi
che lo guardavano mentre rinunciava a guardare, per sempre
Autore: Gianni Toti
Data: 1961
Numero serie: 1961_2146

