Tu indossi la tua carne e poi vesti il vestito
e poi denudi la tua nudità, e resti
non so più con che cosa, un dolce scheletro
non è ,certo, qualcosa come raggi, forse,
in forma d’ossa tenere di luce – mi pare
tu sia così, allora, bianca sul bianco
del letto sotto la luna, a fianco
del fatto che ti bagna dai vetri, latte rovesciato
Tu indossi la tua carne, io ti spoglio
le tue vene ti lasciano indifesa
Autore: Gianni Toti
Data: 1961
Numero serie: 1961_2114

