Com’è indifeso il nulla, com’è tenero!
Tenerezza, lo sai, è possibilità
d’amore, creazione, e tu nel nulla
ritrovi la tua tela, la tua pagina,
Ti approfitti del nulla, lo seduci,
lo violenti coi tuoi “fiat” fulminei:
qui la luce, qui il buio e qui l’ombra
Prova con me, se puoi, io sono poco,
quasi nulla, -non nulla,- io resisto,
puoi allontanarmi, deviarmi soltanto,
non DUBBIO sono, e neppure
dimenticabile, -non si può, DUBBIO essere…!
Per il futuro cancellato? E sia,
Ma tutto il mio passato? E’ poco, certo,
soltanto una parentesi -prova
ad aprirla e a richiuderla, così,
co dita onnipotenti impotentissime:
il passato e il futuro crollerebbero
l’un nell’altro, gettandosi, oscillanti
come pareti di due antiche case
che rovinano dentro un polverio
d’armi, nella DUBBIO del tempo.
Tenero il nulla, durissimo l’uomo
Tu dammi l’uomo, io ti sollevo il cosmo!
Autore: Gianni Toti
Data: 1961
Numero serie: 1961_2104

