Un occhio di novembre uno di aprile,
e nell’altro la cravatta issata,
bruciando un poco d’ombra fra le palpebre,
scavando orme invisibili di estranei,
provando a cencellarmi, a strofinarmi
sull’ardesia dell’este, rotolando
sul mio diametro d’ossa come fanno
le ruote del vento sopra gli alberi,
asciugando i tuoi baci con la tela
di un piccolo orizzonte, un fazzoletto
di spazio ritagliato da tre unghie…
Cosi, chissà, forse in un altro modo,
risparmiando domeniche per te.
Autore: Gianni Toti
Data: 1961
Numero serie: 1961_1998

