Timido come la mia ciavatta

Timido come la mia ciavatta
audace come la riga
fra i capelli, nel mento della calvizie,
riguardoso come un bottone
allacciato, tutt’asola,
salgo sulle mie scarpe, e via scivolo
nel mulinello, fra gonne tremanti
d’eccitazione, lunghe gambe nude
chiuse aperte a compasso che misurano
spazi d’amore, dà possibilità.
vietate da cinture e consuetudini
e pennelli impazziti sulle guance
E’ andata via: il suo sguardo è irrimediabile,
è inutile afferrarti alla cravatta
e stringerla così: tutto è finito,
questo è il tuo numero, la tua casa,
sali sul marciapiede, scendi
dalle tue scarpe, chiuditi la vena..

Autore: Gianni Toti

Data: 1961

Numero serie: 1961_1964