Nella giurisdizione della notte

Nella giurisdizione della notte
sei entrato, ormai, per la sua legge adulto,
saluti il giorno, estraneo, già ricordo,
levandoti un cappello quasi buio..

No, certo, non è chiusa la finestra,
quindi è inutile aprirla: fuori annotta
puoi solo ai vetri appendere tendine
leggere, per il grande sole nero

Giorni e notti fino adesso, e notti e giorni,
sempre le tue tendine si schiarivano
questo è l’ultimo giorno? senza luce
ormai? questa è l’ultima notte?

Una otte senz’alba? C’è una notte
così, tu puoi pensarla? Tu la pensi?
Io non so, io la scrivo, io dico notte
e qui è la notte, qui il suo vero orologio…

Autore: Gianni Toti

Data: 1961

Numero serie: 1961_1986