L’orologio mi guardò
con occhi di tempo pensoso,
quando sovrapposte le lancette
si innamoravano di un’ora,
una al quarto mi riguardò
con ironia malcelata,
alla mezza con sarcasmo
ai tre quarti già con pena
all’ora compassionevolmente
Io ricambiai lo sguardo
con occhi pieni di spazio
e a quel re presuntuoso
girai la corona con dita spietate
avanti e indietro, indietro e avanti
finchè la molla si lamentò
e chiuse quegli occhi di tempo pensoso
fra palpebre d’immobilità
Autore: Gianni Toti
Data: 1961
Numero serie: 1961_1919

