Epigraffetta per me stesso

Dicono, amico mio, che tu sei morto
e che resti quaggiù, ai nostri piedi,
vestito di tenero faggio
sotto una pioggia di mani di terra.

Può essere, non dico, ma perchè
tra le piccole zolle che ti verso
sul viso sento fremere oggi ancora
frantumi della tua dolce esistenza?

Autore: Gianni Toti

Data: 1961

Numero serie: 1961_1867