Sera

Sera: ho mangiato il pane del mio giorno
una patria mi ha visto andare in giro
pensando estraneità forse insegnandomi
dimenticando tutte le notizie
lette non lette tutte stamattina
catturando anche oggi poco sole
qualche povero raggio di piacere
invidiato dai morti che mi assediano
con tutto l’impossibile possibile
ancora a me qui vivo camminante
con la sabbia del tempo tra le dita
che scivola frusciando sulle tombe

Sera: sul piatto ancora qualche briciola
di tempo sminuzzato da adunare
coi polpastrelli teneri premuti
sulle guance del tavolo arrossate
di vino sangue ora il deserto
ci attende con notizie del possibile
scritte sul cielo buio del soffitto
incrociato da piccole ali bianche

Sera: ho mangiato ho ancora tanta fame
il tempo si consume come un pane
continuiamo a spezzarlo dolcemente
continuiamo a spezzarci nella notte

Sera: misura mia non misurarmi

Autore: Gianni Toti

Data: 1961

Numero serie: 1961_1825