Entrai

Entrai. La stanza era tutt
a scritta, persino sullle pareti
e sul soffitto,
un po’ più cancellata
sul pavimento (si sa, i piedi…)

Odore di sedie logorate
da pensieri sedentari
e sublimi,
vecchio cuoio, vecchi libri,
vecchie anime vaganti
da idea a sensazione,
piccole infelicità negli angoli
celate e vergognose
(avrete votato
che nessuno ha più il coraggio,
oggi, delle sue infelicità…)

Entrai. E presi un cancellino
crudele e benefacente e
cominciai dal soffitto,
coi versi più alti,
poi scesi alle pareti, alle riure,
e mi fermai qui,
all’incancellabile cancellato.

Autore: Gianni Toti

Data: 1961

Numero serie: 1961_1778