Una giornata lunga come questo lunghissimo stanco verso

Una giornata lunga come questo lunghissimo stanco verso
con un attimo di felicità breve
come quel lunghissimo verso qui sopra, a scriverlo,
Ti eri preparato un bel crepuscolo:
un colpo di telefono, un saluto, una cena,
le mani strette, i polpastrelli parlanti,
l’automobile complice, la luna in altri cieli.
Ma tutto è stato sciupato da un’altra sciocca telefonata
_stasera non è possibile_ Vivere, non è possibile,
Sapevi la canzone e adesso mormori soltanto
la prima strofa, le ore si moltiplicano
sul quadrante dell’orrore.
Te ne vai da te stesso calpestando i frantumi
di vetro colorato dal crepuscolo,
ti prepari una notte di (?).
sogni aggressivi, folgoranti, eroici
ma è il suicidio che bussa alla porta
con nocche dure, agitando carne nere,
mescolando pillolerosse in un’atmosfera gassosa
in un universo tutto chiuso, senza finestre,
e il telefono che squilla,
e la gente che butta giù la serratura
e ti salva, sei salvo, e hai rivinto….

Autore: Gianni Toti

Data: 1961

Numero serie: 1961_1702