Basta smuovere la penna da sinistra a destra,
a incontrare qui, rovistando,nel deserto bianco,
resti di versi disseccati, briciole di poemetti,
scheletri di strofe, ossa spolpate di rime.
Tutta la poesia che c’è è qui, nell’aria
e nella terra, sulla fronte degli uomini
e sotto i loro piedi, tra le foglie e nel pantano:
Raccogli questa periferia brulla di rime, dunque, fanne città.
Tu mi ripeti io sono soltanto un petto di silenzio
dimenticato tra due piatti sonori, a ogni gong schiacciato
senza dimensioni ormai, tutto profilo e guance
un silenzio contento di resistere in silenzio
quando tutto il rumore si versa in bicchieri di metallo
che vibrano e suoanno e risuonano e rivibrano: stillano!
Un silenzio — continui—sapessi com’è riposante:
tu non conosci il tesoro del non essere conosciuto…
Forse è così, e intanto i cercatori di suoni
ti calpestano e sbriciolano filtrando la tua polvere d’oro
in plagii e in versetti fotografati negli specchi:
tu non parli, gli altri lucidano la tua assenza
e la vendono, preziosa e mobilitata dal disprezzo…
Autore: Gianni Toti
Data: 1961
Numero serie: 1961_1756

