Abbiamo scritto la parola “notte”
sul fragile marmo dei dizionari:
notte: intervallo fra il tramonto e l’alba
l’abbiamo scritta, così l’abbiamo perduta
e non possiamo già più riconoscerla,
la notte (Quella appena intuita
con il suo nome, con la sua parola)
La notte dell’uomo
l’abbiamo pensata,
però,
la notte,
anche se un solo istante,
inventando il suo nome, il simbolo
solare – stellare – notturno – crepuscolare
Diciamo qualche volta, che la notte dell’uomo
è come la notte del tempo, l’intervallo
fra il tramonto e l’alba,
il tratto oscuro della destituzione
il furto di luce che il povero mondo
non potrà restituire
E’ notte, è ancora notte, notte lunga,
e l’alba quotidiana non l’abolisce,
però lei ci persuade di una nascita,
d’una maturazione oscura: è notte,
e già più non è notte- io lo scrivo.
Autore: Gianni Toti
Data: 1961
Numero serie: 1961_1752

